Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione

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Libertà è partecipazione?

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zitello View Drop Down
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  Quota zitello Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Topic: Libertà è partecipazione?
    Postato: 19/Apr/2012 alle 11:14
Nelle tradizionali organizzazioni gerarchiche si considera un'innovazione e democratizzazione istituire comitati di coordinamento dei capi uffici periferici presso il quartier generale o i suoi snodi territoriali. A me invece pare un rifugiarsi nella tana del lupo. Sudditi o cortigiani, si deve comunque sempre ubbidire al re. Generalmente queste assemblee plenarie, stabilite a priori, non hanno potere deliberativo, ma servono unicamente al confronto, come se non lo si potesse fare autonomamente nei forum o nelle associazioni. Pure il coordinamento orizzontale non è altro che una subordinazione alla volontà generale del gruppo, di cui se ne ha già abbastanza negli ordini professionali. In particolare, meglio ricevere i fondi dall'alto piuttosto che spartirseli in una guerra tra poveri.
Viceversa, anticamente le città libere erano quelle sottoposte direttamente all'Imperatore. Nessuno può ordinarmi di spalare la neve, se non partecipo all'autogestione dell'immobile.
Partecipare è comunque un compito strettamente dirigenziale, mentre i capi uffici senza tale qualifica dovrebbero solo attuare le decisioni superiori, per quanto ad alto livello.
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teresa t View Drop Down
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  Quota teresa t Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 19/Apr/2012 alle 14:18
Boh?
teresa
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zitello View Drop Down
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  Quota zitello Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 05/Set/2013 alle 11:22
Nelle riunioni interne seminformali tra sovrano e cortigiani, la partecipazione è tirannide. Usare il potere gerarchico per far partecipare a discussioni almeno esteriormente democratiche è lo stesso che gli Americani hanno fatto in Iraq e vogliono fare in Siria.
Non sta né in cielo né in terra che questi ritrovi servano per dare consulenze al sovrano, tutti insieme e senza distinzioni di competenze. Se uno non ha voglia di sapere cosa si decide né di dire la sua, dovrà subire le decisioni finali ma cavoli suoi. Mi servono riferimenti normativi in merito all'obbligatorietà o meno della partecipazione a incontri informali interni.
In particolare, spesso tali incontri servono a preparare la contrattazione, per cui se qualcuno dei cortigiani è pure sindacalista o rsu poi contratta dall'altra parte, il che mi pare un macroscopico conflitto d'interesse. Alla radice di ciò, gli interessi sono frullati in un cocktail: gli straordinari servono ad aumentare la produzione come negli iper dove li fanno fare con la forza e pure in nero, oppure a distribuire spiccioli come negli uffici pubblici secondo l'immagine corrente?
Inoltre non mi pare minimamente sensato pretendere di avere come cortigiano pure chi esplicitamente non è per nulla amico, se non ci si va a cercare una congiura di palazzo
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teresa t View Drop Down
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  Quota teresa t Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 09/Set/2013 alle 18:54
Non riesco ad astrarre la tua storia personale dalla definizione di un incontro di settore. Ti faccio presente che le riunioni di servizio della pubblica amministrazioni possono essere tese ma difficilmente sono impiegate armi chimiche o convenzionali. La discussione di temi di lavoro e di obiettivi fa comunque parte di un criterio di gestione ormai acquisito. Se poi in questo vedi una simulazione di morte del potere per acquisire nuove forme di manipolazione ti posso dire che in campo fiilosofico e sociologico il dibattito è aperto da ormai oltre trent'anni.
teresa
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zitello View Drop Down
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  Quota zitello Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 24/Set/2013 alle 10:35
Il potere non è morto, ma risuscita ogni volta che qualcuno non è d'accordo con gli incontri a vino e tarallucci.
Alla prossima adunata mettiamoci tutti in camicia nera
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Fortebraccio View Drop Down
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  Quota Fortebraccio Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 15/Ott/2013 alle 09:30
Ho perso l'inizio di questo scambio sulla partecipazione alle riunioni e quindi probabilmente commento a sproposito, tuttavia.... vorrei dire alcune cose. Primo: mi chiedo le riunioni nelle P.A. cosa vengono fatte a fare. A cosa servono. Nella mia esperienza, gli impiegati ed i tecnici di una unità operativa vengono riuniti dal loro capogruppo o capufficio, o direttore di U.O, e gratificati della comunicazione di ciò che i "boss" di livello superiore hanno stabilito. Ed a poco serve discutere con i propri capufficio o meno ancora con i propri pari livello, dato che le disposizioni (quali esse siano) sono già state impartite a livello superiore. Quindi, queste cosiddette riunioni, a che servono? A dare una patina ipocrita e falsa di "partecipazione" a ciò è già stato deciso in alto loco. E non si parla di questioni organizzative o burocratiche, sulle quali è facoltà dei superiori decidere insindacabilmente. Mi riferisco soprattutto a questioni TECNICHE, per le quali dovrebbero essere "sentiti" PRIMA gli addetti, gli esperti, coloro che vi lavorano concretamente. Invece, chi dirige, e NON SA ASSOLUTAMENTE NULLA di determinate cose, decide e impone soluzioni spesso assurde. Tecnicamente prive di senso. E poi.... si fanno le riunioni in cui si debbono stare a sentire gli sproloqui di chi giustifica le "soluzioni" decise dall'alto. Forse questa è una delle ragioni per cui le cose nel ns. paese vanno così male; chi dirige spesso non sa un accidente di cosa va a decidere, chi invece sa le cose deve "obbedire" e basta. E guai a dire qualcosa! Criticare sembra quasi un delitto di "lesa maestà"!!
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teresa t View Drop Down
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  Quota teresa t Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 18/Ott/2013 alle 13:15
Per fortuna non è tutto come lo descrive lei.
Se mancasse anche questa pura trasmissione sugli obiettivi e gli input della Direzione come sarebbero comuicati?
Le riunioni nella PA sono di diversi tipi e coinvolgono diversi soggetti. Penso che lei abbia una visione piuttosto arretrata del lavoro pubblico.
teresa
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zitello View Drop Down
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  Quota zitello Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 21/Ott/2013 alle 08:40
Giustissimo Fortebraccio. Le pecore si riuniscono o sono riunite dal pastore, magari col bastone?
Se un'organizzazione è ancora divisa in piccoli settori poco comunicanti e basata su mansioni rigide con distinzione tra coordinati e coordinatori anziché per processi, gli obiettivi generali sono parole vuote che si possono benissimo non comunicare senza nessun danno, anzi evitando inutile noia. E volendoli comunicare, basta diffonderli in bacheca o per posta elettronica.
Sarebbe già moltissimo poter ubbidire passivamente anziché associarsi.
L'esternalizzazione permette di risparmiare e scaricare quando si vuole, ma assicura molto meno controllo che sui dipendenti. Perciò si sono inventati i codici etici con cui fissare i valori ai quali devono conformarsi pure i collaboratori esterni, non per subordinazione ma per condivisione.
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teresa t View Drop Down
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  Quota teresa t Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 24/Ott/2013 alle 16:53
Le pecore selvatiche vivono in branco, l'uomo ha solo usato la loro attitudine sociale a proprio vantaggio.

I piccoli gruppi di uomini, scarsamente dotati di contatti con altre realtà, tendono all'autoreferenzialità, alla formazione di gerarchie chiuse, al conservatorismo di idee e modi di produzione.

Il fatto di avere una bacheca (in legno magari) è sintomatico di una mentalità arroccata. Presumo che i vostri dirigenti indossino bianche toghe e portino corone d'alloro sul capo, che sia ancora in uso la pergamena e il calamo.

Anche se non piace e la una situazione economica è brutta, il mondo cambi; non so dove vada ma di sicuro non verso le vostre bacheche di legno. Spartaco ha fatto terra da pignatte e Roma è già stata invasa dai barbari, sgombrata e nuovamente invasa dai lanzichenecchi. Beati voi che non vi siete accorti di nulla. Che potete vivere 36 ore/settimana in apnea mentale. Ditemi come fate: io non ci riesco.
teresa
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zitello View Drop Down
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  Quota zitello Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 28/Ott/2013 alle 10:53
Legno o silicio, se non è zuppa è pan bagnato. Se quei quattro gatti dell'Ufficio comunicazione fanno un convegno sul sesso degli angeli, agli altri che gliene cale? Che sia qualcosa di comune lo si può solo blaterare, mentre tutti o sanno leggere o sanno scrivere, ciascuno nel suo sgabuzzino per avere la qualifica di coordinatore di se stesso. Partecipare discutere condividere è una parola d'ordine da ripetere a pappagallo né più né meno che credere ubbidire combattere. In una società tribale la democrazia si porta solo con le armi, ovvero le convocazioni che sono la stessa cosa.
Gli Aborigeni australiani contano fino a tre e poi dicono molti, ma qualcuno non inizia neppure a contare e dice subito tutti. Nei sistemi rappresentativi si brontola dei troppi Parlamentari, mentre nella partecipazione diretta la pletora si riunisce senza la minima distinzione di funzioni, e ciascuno c'è tanto per esserci.
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