Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

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brunetta e il salario accessorio

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  Quota l.u.i.g.i Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Topic: brunetta e il salario accessorio
    Postato: 25/Apr/2010 alle 09:11
Nell’estate del 2008 il nostro simpatico brunetta decise che guadagnavamo troppo e che doveva ridurci il salario accessorio e fece approvare di conseguenza una apposita legge.

Ci potevano essere delle ottime ragioni per fare una legge di questo tipo:

noi dipendenti pubblici siamo obiettivamente dei privilegiati: guadagnamo mediamente di più dei privati, lavorando mediamente di meno; non abbiamo problemi di licenziamento o cassa integrazione. Ridurre un po’ i nostri privilegi poteva essere giusto.

In un periodo di crisi come quella che stiamo vivendo, con le casse dello stato perennemente vuote, poteva essere ragionevole chiederci un contributo per poter pagare la cassa integrazione ai dipendenti privati con un minor peso per i conti pubblici.

Il salario accessorio è legato agli obiettivi raggiunti. Almeno da noi è una farsa. Da quando sono all’inps gli obiettivi sono sempre stati raggiunti ed io ho sempre preso tutto il salario accessorio. Qualcuno potrebbe dire che questo avviene perché noi siamo troppo bravi e raggiungiamo sempre gli obiettivi, anche i più ambiziosi, ma io sono convinto che avvenga perché gli obiettivi fissati sono sufficientemente bassi per poter essere facilmente raggiunti. Poteva essere giusto ridurre un salario accessorio dato in questo modo.

Secondo stime sindacali la riduzione per me nel 2009 rispetto al 2008 doveva essere intorno ai 5000/6000 euro lordi annui.

Questa decisione di brunetta suscitò al nostro interno una forte reazione: scioperi, manifestazioni antibrunetta, assemblee in orario di sportello allo scopo di recare disagio all’utenza.

A me la cosa toccava relativamente poco: guadagno già di più di quello che spendo e avrei continuato a guadagnare di più anche con 5000 euro in meno. Non sono il tipo che va da brunetta spontaneamente per regalargli 5000 euro, ma non sono nemmeno il tipo che protesta troppo se è brunetta a portarmeli via: “se gli servono per salvare l’italia dalla bancarotta, che se li prenda!”.

Ma non per tutti è così: ci sono persone che già hanno un tenore di vita al limite delle loro possibilità e che non sono contenti di ridurlo, altri che hanno fatto investimenti (per esempio comprato una nuova casa) ai limiti delle loro possibilità, contando sul loro stipendio e che hanno reali difficoltà se questo viene ridotto.
Si può dire che una persona non può fare affidamento su un salario accessorio variabile perché legato a risultati che possono esserci quest’anno e non l’anno prossimo. Chi lo fa è un irresponsabile ed è giusto che ne paghi le conseguenze. Ma si può rispondere che quando da tempo immemorabile i risultati sono sempre raggiunti ed il salario accessorio sempre dato, diventa normale farci affidamento.

All’inizio i sindacati erano tutti d’accordo. Poi cominciarono le differenze. Cisl e uil cominciarono a dire che il ministro stava solo scherzando, che alla fine il salario accessorio ci sarebbe stato dato come sempre; cgil e rdb che il ministro stava parlando seriamente ed avremmo guadagnato di meno nel 2009 rispetto al 2008: forse non avrei perso tutti i 5000 euro di cui si era parlato, ma sicuramente qualcosa avrei perso.

Vedendo il cud del 2009 e confrontandolo con il 2008 ho verificato che cisl e uil avevano ragione: il ministro aveva solo scherzato. Il salario accessorio è rimasto lo stesso.

Una sola considerazione, con amarezza.

Preferirei un ministro che riflette prima di parlare e che mantiene quello che promette o minaccia.

Brunetta poteva avere tante ragioni per ridurci il salario accessorio, ma, se decide di farlo, va avanti fino in fondo, resistendo alle proteste e alle manifestazioni contro.

Se ritiene che non sia necessario o che non sarebbe in grado di resistere alle inevitabili, facilmente prevedibili, proteste, fa prima a tacere.

In questo modo ha ottenuto di creare malumore, almeno fra noi, malumore che ha inevitabilmente avuto ripercussioni negative sul nostro lavoro, senza riuscire nemmeno a risparmiare i soldi come avrebbe voluto.











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zitello View Drop Down
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  Quota zitello Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 27/Apr/2010 alle 10:25
Ci sono molti cafoni che se non dai la mancia non fanno un acci e magari pure sfottono, e il salario accessorio è diventato qualcosa di simile. Viene stabilito a priori che tutti lo debbano avere, dopodiché come giustificazione tutto fa brodo, magari lavorare a testa in giù per avere la stessa indennità dei minatori. Appena cambiato il contratto integrativo sulle indennità di turno, si è fatto un incontro per adeguare gli orari in modo che tutti risultassero turnisti (tranne chi esplicitamente rinunciava -anzi più esattamente rifiutava-, per non ripetere il finimondo che avevo tirato su con la Corte dei Conti qualche anno prima), e poi tempo dopo un altro incontro per vedere come acci coprire i servizi, in modo del tutto separato. L'amministrazione non paga per ottenere una data prestazione lavorativa di cui ha esigenza, ma si cerca un modo per poter motivare la retribuzione. E da ciò non si esce certo con la meritocrazia brunettiana, potendosi usare le medaglie al valore esattamente come le caramelle per bamboccioni.
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  Quota puccio Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 29/Apr/2010 alle 14:23
"Vedendo il cud del 2009 e confrontandolo con il 2008 ho verificato che cisl e uil avevano ragione: il ministro aveva solo scherzato. Il salario accessorio è rimasto lo stesso."

caro "amico" luigi

dal giugno 2008 ad oggi nè è passata di acqua sotto i ponti e i tagli di Tremonti e Brunetta sono stati ripristinati. Solo per questo il tuo cud è uguale ( mentre i tuoi carichi di lavoro sono aumentati e i tuoi colleghi che sono andati in pensioni non sono stati sostituiti)

inoltre, cisl e uil sono due sindacati che mangiano a Palazzo Grazioli pane e "anticipazioni" per questo evidentemente sapevano come andava a finire...
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l.u.i.g.i View Drop Down
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  Quota l.u.i.g.i Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 01/Mag/2010 alle 06:22
caro puccio,

è vero che i colleghi che sono andati in pensione non sono stati sostituiti, ma è anche vero che negli ultimi anni le procedure informatiche sono migliorate sensibilmente, ovvero, di fatto, servono meno persone per fare lo stesso lavoro.
è probabilmente anche vero che i carichi di lavoro sono aumentati, non ne sono del tutto sicuro, ma è probabile che sia così. siamo però ancora lontani dai ritmi che avevo visto quando lavoravo nel privato: c'è margine per aumentarli ancora sensibilmente.
il problema vero è che siamo organizzati male, gestiti male; è su questo aspetto che ci sarebbe da fare molto.
naturalmente parlo solo per quello che vedo da me; non so in altre strutture pubbliche come stanno le cose dal punto di vista organizzativo.

il problema vero, dal mio punto di vista, per quello che vedo io, è che brunetta, con la sua azione, ha creato un forte malcontento al nostro interno; fra noi è aumentata la tensione, la insoddisfazione, il nervosismo e queste sono cose che si ripercuotono in maniera negativa sul nostro lavoro.
inoltre, il messaggio che ha trasmesso alla pubblica opinione sui fannulloni, anche se spesso temperato e corretto con precisazioni del tipo: "non sono tutti così ci sono anche dei dipendenti pubblici bravi", ha aumentato l'aggressività del pubblico nei nostri confronti ed è una cosa questa che io, facendo spesso sportello, ho visto in maniera evidente.
ma davvero brunetta è convinto di migliorare la pa aumentando il disagio, l'insoddisfazione dei pubblici dipendenti?

il discorso sui sindacati è difficile, anche per le diverse posizioni che hanno assunto e per il muodo con il quale si stanno comportando.
credo che qui brunetta abbia realizzato il suo vero capolavoro: è riuscito a rompere la sostanziale unità della triplice mettendo cisl e uil contro cgil.
"divide et impera", diceva qualcuno qualche anno fa.
ma non sono sicuro che questa divisione abbia solo effetti positivi (per la pa intendo dire, non per brunetta) e non anche forti controindicazioni.







Modificato da l.u.i.g.i - 01/Mag/2010 alle 06:32
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puccio View Drop Down
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  Quota puccio Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 03/Mag/2010 alle 14:16
"è probabilmente anche vero che i carichi di lavoro sono aumentati, non ne sono del tutto sicuro, ma è probabile che sia così. siamo però ancora lontani dai ritmi che avevo visto quando lavoravo nel privato: c'è margine per aumentarli ancora sensibilmente".

cosa vuoi che ti dica...potresti candidarti e fare il ministro della funzione pubblica

Modificato da puccio - 03/Mag/2010 alle 14:18
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  Quota l.u.i.g.i Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 08/Mag/2010 alle 06:30
Mi sembra un’ottima idea.
Anche perché, se ho capito bene, guadagnerei di più di quello che guadagno ora e la cosa non mi dispiacerebbe.
Purtroppo non ho le conoscenze giuste per aspirare a tale incarico. Tu, che sei sicuramente meglio introdotto di me nei livelli alti della politica, non potresti dire una parola buona con il tuo amico berlusconi?
Non dirgli, mi raccomando, che sono da sempre di sinistra e antiberlusconiano. Digli invece che sono sempre stato un suo convinto sostenitore, fin dal giorno della nascita.
“Parigi val bene una messa”, diceva qualcuno qualche anno fa.
“un ministero val bene un’abiura”, rispondo io.
Digli anche che mi impegno a non fare più interventi critici su di lui, sui suoi ministri, sulla sua attività di governo, ma solo interventi di elogio assoluto ed incondizionato. So che è abbastanza sensibile a queste cose.
con la massima fiducia nelle tue straordinarie capacità, ti ringrazio di cuore anticipatamente.
Luigi


PS

preferirei che esprimessi il tuo dissenso argomentandolo correttamente, evitando battute inutilmente antipatiche.

Per quello che riguarda me ed i colleghi con i quali lavoro abitualmente non ho avuto l’impressione che ci sia stato un aumento dei carichi di lavoro da quando sono entrato all’inps 10 anni fa. Mi sembra che siano rimasti sostanzialmente costanti. Molti colleghi mi dicono che questo aumento c’è stato, ma io non mi fido molto di quello che dicono e che contrasta con quello che vedo. I sindacati, ed in particolare rdb, stanno molto insistendo su questo fatto da alcuni anni, ma non credo che la cosa sia vera nella sostanza. Se un aumento c’è stato è stato solo in qualche ufficio particolare o è stato molto modesto. Credo che i sindacati farebbero bene ad evitare di insistere su questi argomenti per dedicarsi maggiormente ad altri problemi.
Vedo che più o meno tutti noi ci prendiamo le nostre pause sul lavoro: bar, chiacchiere con colleghi, collegamento ad internet non per motivi di lavoro,….., compresi i colleghi che si lamentano perché hanno troppo lavoro da fare.
Nel privato, per quello che ho visto io, i carichi di lavoro sono maggiori.
Sono molto convinto che ci siano tanti problemi nella pa, ma non quello che lavoriamo troppo.

ciao
luigi




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  Quota lupolupo Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 23/Mag/2010 alle 12:36
il salario accessorio è il principale incentivo alla presenza, non capisco come la lotta all'assenteismo penalizzi proprio il principale deterrente per le assenze.
Noi statali siamo privilegiati rispetto ai privati, ricordiamoci che quando dobbiamo comprar casa o fare ingenti spese mediche possiamo chiedere l'anticipo del tfr restituendolo come un prestito privato. Il salario accessorio è una forma di posticipazione dello stipendio mensile, i privati prendono quasi tutto subito e questo conta molto se si hanno mutui o spese fisse al mese.
Oltretutto gli uffici privati sono mediamente + confortevoli dei pubblici, spesso hanno l'aria condizionata e i pavimenti anzichè le lastre di plastica malsana, i soffitti a liste che cadono, i pennarelli che si spappolano in mano...
io che ho laurea e ho fatto il concorso non mi metto tra i privilegiati, perchè molti privati entrano senza concorsi e vanno nella ditta di fronte a casa propria.
Per sentito dire i fannulloni non mancano nelle grandi ditte e, a parte qualche cassa integrazione qua e là, prendono lo stipendio + alto degli statali.
COrreggo qualche affermazione precedente: gli statali non corrono rischio di cassa integrazione ma i licenziamenti ci sono eccome, rimando alla discussione di Rosa grazia Arcifa sul suo licenziamento per diffamazione.
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  Quota l.u.i.g.i Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 29/Mag/2010 alle 08:35
Non credo che brunetta intendesse penalizzare il salario accessorio per combattere l’assenteismo. Penso che per combattere l’assenteismo brunetta sia ricorso ad altri strumenti come la riduzione della retribuzione in caso di malattia e l’aumento delle ore di reperibilità. Credo che la riduzione del salario accessorio avesse l’unico obiettivo di risparmiare qualche euro per le dissestate casse dello stato.
Dal mio punto di vista non siamo privilegiati rispetto ai privati per i discorsi che fai sui mutui, ma per i motivi che ho già scritto: guadagnamo mediamente di più lavorando mediamente di meno e non abbiamo problemi di licenziamento o cassa integrazione. Lasciamo perdere il caso di Rosa che è anomalo. Fra l’altro, se ho capito bene, non è stata licenziata perché lavorava poco, ma perché ha detto qualcosa che avrebbe fatto meglio a non dire.
Fannulloni ce ne sono anche nel privato, ma, per quello che ho visto io, molto meno rispetto al pubblico ed io ho visto licenziare o obbligare alle dimissioni fannulloni nel privato, mentre non ho visto licenziamenti di fannulloni nel pubblico. Dicendo questo non parlo tanto dell’inps dove di veri fannulloni non ne ho visto praticamente nessuno o comunque molto pochi, ma della scuola, dove di insegnanti che lavorano decisamente male ne ho visti diversi, ma senza vedere un solo licenziamento.
Non so con certezza, ma non credo si possa dire che gli uffici privati siano mediamente più confortevoli dei pubblici; è invece migliore il clima ambientale, le condizioni di lavoro, il rispetto con il quale sono trattati dai rispettivi capi. Ricorda, sto sempre parlando di grosse aziende, con una direzione del personale efficiente, che sono attente a questo tipo di problematiche, perché sanno quanto sono importanti per avere il massimo rendimento sul lavoro delle persone. Questo discorso non vale per le piccole aziende gestite dal titolare spesso con criteri dittatoriali.
Nel pubblico ci sono i concorsi, nel privato no. Anch’io sono entrato con concorso nel pubblico e senza concorso nel privato, ma si tratta di una cosa irrilevante nel contesto del nostro discorso sui privilegi del pubblico rispetto al privato. Per la mia esperienza, per quello che ho visto io, nel privato si guadagna mediamente meno rispetto al pubblico. Questo discorso vale per me e vale praticamente per tutti i casi che mi è capitato di vedere. Vedo invece che nel pubblico ci si lamenta molto di più per il basso stipendio che nel privato, ma credo che si scarichino sullo stipendio insoddisfazioni di altro tipo.
Vorrei farti un solo esempio che mi riguarda, ma che può essere facilmente generalizzato. Quando ho perso il lavoro che avevo nel privato, mi sono accontentato di trovare lavoro come insegnante in una scuola privata. Mi venivano date 8.000 lire all’ora ed erano ore di effettivo lavoro, di insegnamento in classe, perché le ore di incontro con il preside, con altri insegnanti, con i genitori degli alunni non erano considerate ore di lavoro e non erano di conseguenza retribuite. Le 8.000 lire erano lorde, su fattura. Ho dovuto aprire partita iva proprio per poter fare fattura. ed io guadagnavo bene perché insegnavo materie nelle quali facevano fatica a trovare insegnanti. Gli insegnanti di lettere prendevano 5.000 lire lorde all’ora e c’era la fila di poveri disgraziati che speravano di entrare. E dovevi sperare di non ammalarti, perché ti sostituivano con un altro più sano. Ovviamente nei mesi di luglio e agosto non c’era lezione e quindi non venivo pagato, salvo il caso in cui ci fossero lezioni di recupero per studenti che non erano andati bene nel normale periodo scolastico. Sto parlando del 1988. Quando sono diventato supplente nella scuola pubblica, nel novembre del 1988, guadagnavo da 2 a 3 volte quello che prendevo nel privato, lavorando circa uguale, ma c’erano gli insegnanti che si lamentavano perché guadagnavano troppo poco (ed erano insegnanti di ruolo che guadagnavano più di me per i loro scatti di anzianità).
Dal mio punto di vista è semplicemente vergognoso da parte di molti dipendenti pubblici lamentarsi degli stipendi troppo bassi quando la cosa non è assolutamente vera. E la cosa che mi rattrista di più è che questo viene fatto non solo da impiegati normali, ma anche da responsabili di processo che guadagnano, qui da noi, da 50.000 a 60.000 euro lordi all’anno. E lo fanno mentre ci sono, anche da noi, precari che guadagnano probabilmente (non so esattamente quanto guadagnano) intorno ai 15.000 euro lordi all’anno. E vengono a dire che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese! E quelli che guadagnano un terzo o un quarto rispetto a loro ci arrivano bene, naturalmente!
Lo sai che da noi fra quelli che si lamentavano di più della riduzione del salario accessorio di brunetta c’erano anche alcuni capi processo? E che da parte di qualcuno di loro sono stati posti in essere comportamenti e sono stati fatti discorsi che io giudico assolutamente vergognosi da parte di responsabili che dovrebbero dare il buon esempio ai loro subalterni? indipendentemente da ogni considerazione di merito sui provvedimenti adottati o minacciati, un capo, a mio avviso, non dovrebbe mai permettersi di fare discorsi di contestazione aperta ai provvedimenti adottati dal governo di fronte ai suoi subalterni e neppure fare personalmente o incoraggiare i suoi subalterni a fare azioni di protesta plateali contro i provvedimenti adottati dal governo o dalla direzione centrale. al massimo può esprimere civilmente la sua opinione, se li considera giusti o ingiusti, opportuni od inopportuni, ma astenersi da comportamenti di protesta diretta, di ribellione. specialmente se si considera che questi comportamenti non erano dettati da motivi inerenti il funzionamento dell'ente, ma solo dalla riduzione del loro personale stipendio.









Modificato da l.u.i.g.i - 29/Mag/2010 alle 18:55
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  Quota lupolupo Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 12/Lug/2010 alle 19:47
caro luigi,ma l'inps è quasi un paradiso da come la descrivi,ahimè, ho una sede inps nella mia stessa città ma mi tocca andare a 15 km di distanza all'agenzia delle entrate.come si entra nell'inps?vedo solo l'agenzia fare concorsoni per i giovani.
col contratto di formazione e lavoro entrai nel 2006 con quasi 1500 euro netti di stipendio + buoni pasto e fua,ossia in media 1800 euro netti al mese.
mi sentivo al settimo cielo per il primo stipendio con anzianità riconosciuta,ma ora un tirocinante in agenzia prende 1200 euro netti senza copertura previdenziale e fua perchè sono cambiati i contratti.
comunque la povertà spesso è fatta dalle condizioni di vita poco dignitose imposte che non sono giustificata da nessun stipendio o garanzia....lo statale sarà anche un privilegiato ma sempre persona umana è e non è giusto che viva in un clima di caserma e ostruzionismo,anche se è giovane.
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  Quota l.u.i.g.i Quota  RispondiRispondi Link diretto a questo post Postato: 17/Lug/2010 alle 07:52
sono allibito.
davvero ti ho dato l'impressione, da quello che ho scritto, di considerare l'inps un quasi paradiso?
credo che sarà necessario che mi studi per bene l'italiano.

fra i tanti posti in cui ho lavorato, l'inps è in assoluto quello in cui mi sono trovato peggio.
nel privato lavoravo tanto, molto di più sia rispetto all'inps sia rispetto alla scuola (non per niente ho l'abitudine di dire che allora lavoravo per davvero, mentre adesso lavoro per modo di dire), ma il lavoro mi piaceva ed ero rispettato come persona e stimato dai miei capi. adesso faccio un lavoro che non mi piace, considerato dai miei capi "minus quam merdam", come si diceva da noi ai tempi dell'università per le matricole.

sono entrato all'inps vincendo un concorso per l'VIII livello, per partecipare al quale era richiesta la laurea. prima che diventassero dirigenti, l'VIII livello era quello dei presidi; gli insegnanti erano al VII. mi hanno messo a fare un lavoro esecutivo di inserimento dati al computer per il quale la terza media è più che sufficiente. ed infatti, prima che andassero in pensione, c'erano due colleghi con la terza media che facevano il mio stesso lavoro, probabilmente meglio di me, perchè lo facevano volentieri, mentre io lo facevo (e lo faccio tuttora) malvolentieri, sentendomi sottoutilizzato. con capi arroganti e prepotenti, assolutamente incapaci di fare il loro lavoro di capi.

3/6 mesi dopo l'assunzione ho cominciato, per disperazione, a rispondere a tutti gli annunci sul lavoro che potevano essere adatti a me, ad iscrivermi in tutti i siti di ricerca di lavoro on line; ho cominciato a fare tutti i concorsi per dirigente che potevo fare, con la speranza che il lavoro di dirigente fosse un po' migliore.
circa 2 anni dopo l'assunzione ho cominciato a prendere i 30 giorni di permesso non retribuito all'anno che potevo prendere, fino a quando una legge di prodi non me lo ha più permesso; questo solamente perchè il lavoro mi piaceva così poco che preferivo stare a casa senza stipendio piuttosto che andare a lavorare; anche adesso faccio tutti gli scioperi possibili, anche quando non li condivido, solo per stare a casa dal lavoro.
l'alta retribuzione che ricevo, il triplo rispetto a quella dei programmatori della software house di cui ho già parlato e che fanno comunque un lavoro con un livello qualitativo maggiore del mio e con più ore di lavoro alla settimana di me, non è sufficiente a compensare l'insoddisfazione per un lavoro che non mi piace in un ambiente lavorativo dove mi trovo decisamente male.

e questo sarebbe un quasi paradiso? no, caro Lupo, è un quasi inferno!
saresti così gentile da darmi qualche lezione di italiano? almeno che impari ad esprimermi nella maniera giusta, perchè chi mi legge capisca quello che vorrei dire e non il contrario.

all'inps si entra per concorso. nell'estate del 2007 sono stati banditi tanti concorsi per diverse qualifiche. i vincitori stanno entrando in ruolo in questi giorni. credo che per altri tre anni non ci saranno concorsi: le eventuali nuove assunzioni verranno con lo scorrimento di queste graduatorie.



Modificato da l.u.i.g.i - 19/Lug/2010 alle 06:01
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